Navigo ergo sum
16 settembre 2008 - di Marco Cattaneo
Ho 25 anni, lavoro nell’IT e utilizzo quotidianamente una connessione a Internet dall’anno ‘94, spendendo online sempre più ore della mia vita.
Grazie al confronto con una persona guidata da un forte concetto di privacy, che rifiuta l’utilizzo di blog e social network in quanto strumenti che possano divulgare incontrollatamente informazioni personali, ragionavo su quanto Internet abbia influito sulla mia cultura, sulle mie scelte di vita, sulle persone che conosco e frequento, e sul lavoro che svolgo.
Riflettevo, insomma, su quanto la rete abbia determinato, negli ultimi 14 anni, ciò che sono.
Per il sottoscritto, un nativo digitale, Internet é un servizio di primaria necessità, senza il quale non sarei la stessa persona e non vivrei la stessa vita.
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Non potrei essere più daccordo. Io, se non fossi un cittadino della rete da quasi 10 anni, mi definirei “una persona lenta” :)
quotidianamente nel ‘94 a 11 anni? e che facevi in rete a quell’eta’ e in quegli anni?
io ho cominciato a connettermi sporadicamente piu’ o meno nello stesso periodo, e quasi quotidianamente dal ‘96-97 (quando ormai avevo 16anni).
soprattutto NNTP, che per muoversi su HTTP in quegli anni tornavano ancora comode NL come “100links” :-)
considerato tutte le cose che ho imparato discutendo in rete e che ora sviluppo webApps.. direi che si’, sia io che la mia vita saremmo molto differente senza il web :-)
@Ale: che ci vuoi fare, ero un bambino precoce! 450.000 lire di abbonamento dialup andavano pur sfruttati :)
Io ero riuscito ad avere login/pass di una scuola… l’abbonamento pstn lo pagava lei, io lo sfruttavo da casa! ;-)
Comunque credo che tra una decina d’anni si inizierà anche ad analizzare meglio la “generazione internet” che sicuramente ha cambiato molte abitudini, modi di ragionare, interagire e… maturare.
Ciao,
Emanuele